Le prugne di Bevilacqua

Antonio (Toni) Bevilacqua che fu un campione dell’immediato dopoguerra, grande routier (Parigi-Roubaix nel 1951. campione Italiano nel 1950., oltre a numerose classiche italiane.) e grande pistard(due titoli mondiali su pista nell’inseguimento , nel 1950 e 1951 oltre a tre medaglie
di bronzo e due d’argento….) si reca nella bottega di CarloDrali, insieme al suo compagno di squadra Brotto.
Siamo nel 1946, e Toni Bevilacqua è passato alla squadra Wilier Triestina.
È l’occasione per il nostro giovane Peppino, detto Dralìn, di fare la conoscenza di un grande campione .
All’origine della visita è la proverbiale abilità della casa Drali di allestire le ruote per le gare.
Il nostro racconta che questo lavoro costituiva una delle sue incombenze ma che lui preferiva solo fare la centratura ( la parte più fine del lavoro) , perché, si schernisce, così non rischiavo di rovinare i cerchi!
Drali ricorda che si recava nella zona di corso Buenos Aires, dove erano concentrate la grandi fabbriche di biciclette ( la Bianchi in viale Abruzzi, la Gloria di Focesi all’angolo di Corso Buenos Aires con Via Pergolesi) per comperare gli speciali raggi di fabbricazione tedesca presso la ditta Escher.
Bevilacqua si reca nella bottega di Carlo Drali perché ha bisogno di due ruote speciali. C’è la meraviglia che colpisce ovviamente un giovane di bottega, ma la curiosità come sempre prevale: a colpire il nostro sono l’aspetto fisico( l’era un omm gross,miga tant grand, el pareva un booeu , dice il nostro) ma soprattutto la voracità.
Bevilacqua, dice il Drali, riuscì a farsi regalare dal padre Carlo una sella Brooks prelevata da una delle sue biciclette, ( è la generosità che il nostro ha conservato) . Nel breve tempo in cui rimase nella bottega, quanto bastava per ordinare due ruote e …farsi regalare una preziosa sella, divorò un sacco di prugne secche ( un chilo, secondo il nostro) sostenendo che oltre che buone, costituivano un ottimo cibo per i corridori.
Il Drali chiosa ancora: quando se ne andarono dissi a mio padre che il brutto non era …….Brotto ma Bevilacqua, rimasto famoso per le dimensioni il testone ( vedi Foto)
Di questa voracità il nostro ha immediato riscontro poco tempo dopo.
Dopo la Milano-Sanremo, i corridori disputavano al Vigorelli la “Sanremo su pista”,
Questa volta la richiesta è di otto ruote speciali per la pista.
Il nostro, con il suo prezioso carico, si reca, pedalando sul furgonin ( furgoncino a pedali) in via Settala, nei pressi della stazione Centrale, dove alloggiava la squadra della Wilier Triestina.
Entrato nell’albergo, viene riconosciuto dal campione che lo interroga:” cossa ti fa qui, Dralin?”
Il campione è accompagnato da Reato, dirigente della squadra che definisce con il nostro la consegna del materiale.
Il loro colloquio viene però interrotto improvvisamente , essendo scomparso Bevilacqua che viene inseguito da Reato che grida:” è scappato nelle cucine dell’albergo, se non lo rincorro, quello si mangia tutte le cibarie della squadra e per gli altri non rimangono più neppure i piatti.”.
Noi abbiamo già scelto. Meglio quei tempi in cui l’alimentazione era fatta di prugne secche e cosce di pollo sottratte alla squadra intera!

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